La preparazione delle pastelle di erbe

Un buon risultato degli impacchi di erbe , sia tintori che trattanti, dipende sicuramente dalla loro preparazione, che puo’ variare a seconda della tipologia di pianta .

La prima questione da affrontare è quella relativa all’ IDRATAZIONE del composto. Vi sono piante che legano molto con l’acqua e l’assorbono facilmente, come per esempio quelle ricche di mucillagini  (FIENO GRECO, ALTEA o IMPACCO EMOLLIENTE  di Phitofilos). Queste vanno preparate con una buona dose di acqua calda ( dai 38 agli 80 gradi) e possibilmente addensate con un po’ di gel vegetale o naturale (gel di aloe o gel pastellante di Phitofilos) o una piccola quantità di gomma KATIRA precedentemente preparata.

L’idratazione puo’ iniziare sin dalla sera precedente all’utilizzo, e nel caso delle erbe citate il rapporto con il liquido usato deve essere di 1 a 6 o 7 circa. Anche per le erbe tintorie, una piccola quantità di sostanze addensanti nella miscela può’ favorire l’aderenza della pasta al capello e di conseguenza aumentarne la resa .

Vi sono invece piante molto restie a legare con i liquidi (vedi il crespino, il legno di campeggio, il legno di sandalo, mallo di noce o l’ibisco); queste è preferibile abbinarle alle erbe ricche di mucillagini e non disdegnare l’aiuto di un minipimer  nella loro lavorazione per ottenere una pasta abbastanza applicabile . Essendo correttori di colori che non si legano alla cheratina dei capelli, servono più che altro a creare delle sfumature appoggiandosi alla lawsonia  e/o in combo con altre erbe, il loro singolo uso al massimo puo’ aiutare a creare dei leggeri riflessi (per esempio si puo’ creare uno sherazade ravviva meches mixando il crespino all’henné neutro e aggiungendo il preparato ottenuto a una maschera o un balsamo).

Il processo di OSSIDAZIONE, ACIDIFICAZIONE o  ALCALINIZZAZIONE  in particolare riguarda le erbe tintorie.

La LAWSONIA per esempio, o henné rosso, necessita di acqua calda, sostituibile anche con un  the nero o un infuso di frutti rossi; e un riposo di 6-8 ore durante il quale il pigmento colorante verrà rilasciato nella pastella ossidandosi. Finito questo periodo di riposo e ossidazione, il composto potrà essere scaldato leggermente a bagnomaria e applicato. Per accentuare il riflesso caldo e vivificare il colore si puo’ aggiungere una sostanza acida nella pastella della lawsonia, come aceto o limone.

Per l’indigofera , o henné nero, invece è consigliato un altro procedimento: l’ossidazione può essere evitata o può durare massimo una mezz’oretta, e per aumentare i toni freddi del colore è preferibile aggiungere alla pastella un ingrediente basico , come un cucchiaio di bicarbonato o di sale.

 

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